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Stella per l'ambiente


courtesy of stellamccartney.com


“La moda è la seconda industria più inquinante del pianeta”. Una frase che sempre più spesso

echeggia fra gli addetti ai lavori e non solo. Il tema della sostenibilità ambientale è infatti un

argomento sempre più sentito e diffuso in tutti i settori, e la moda non ne è esente. Negli ultimi anni

un numero crescente di designer e brand appartenenti all’universo fashion hanno aderito ad

esercizi di maggiore sensibilità verso l’utilizzo delle risorse e pratiche etiche di produzione. Alcuni

esempi di questo movimento sono nomi internazionali quali Vivienne Westwood, che fra le prime è

stata ad usare la sua popolarità per denunciare l’uso improprio del patrimonio naturale e a

partecipare attivamente ad iniziative di cambiamento e sensibilizzazione del tema, oppure grandi

brand come Giorgio Armani e Gucci, che rispettivamente dall’inverno 2016 e dalla primavera 2018,

hanno bandito l’uso della pelliccia nelle loro collezioni.



courtesy of stellamccartney.com


Un’altra sostenitrice particolarmente attiva di questa rivoluzione virtuosa è senza dubbio Stella

McCartney. La designer londinese infatti è sempre più coinvolta nella lotta all’inquinamento e fa la

sua parte non solo attraverso l’innovazione produttiva, ma anche tramite l’adesione ad iniziative e

sponsorizzazione di eventi volti alla salvaguardia del pianeta. Entrando nel mondo di Stella -come

è chiamato nella sua piattaforma online- si può scoprire in cosa si traduce concretamente il suo

impegno. Partendo dagli aspetti più pratici di produzione come l’utilizzo di tecniche di tintura dei

capi che non impiegano acidi e solventi chimici e consentono un ridotto consumo di acqua, fino

alla sostituzione completa della pelle animale con pelle vegana, oltre che lo studio di un nuovo tipo

di materiale, creato in collaborazione con BOLT Threads, che risulta uguale alla pelle animale alla vista e al tatto, ma è ottenuto a partire da un micelio. Con Mylo, così è stato rinominato il tessuto, è stata realizzata l’iconica borsa Falabella, in esposizione al Victoria and Albert Museum per la mostra “Fashioned from Nature”, una raccolta di creazioni che spaziano dal 1600 ad oggi e

testimoniano il dialogo complesso fra moda e natura.


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A queste iniziative per favorire la sostenibilità produttiva si aggiunge anche la collaborazione con associazioni ambientaliste e l’adesione a giornate per la salvaguardia del pianeta. La prossima in programma avrà luogo il 9 giugno, in occasione della giornata mondiale degli Oceani, fissata all’8 giugno. McCartney ha dato il suo contributo alla causa, associandosi con Thames21, un’organizzazione londinese che si occupa dell’educazione delle comunità e dell’incentivazione alla riappropriazione dei fiumi locali tramite la loro pulizia e manutenzione.

La partnership fra la designer e i volontari prevede in questo caso la pulizia dei fondali del fiume Tamigi durante la bassa marea. Per l’occasione la Stella ha realizzato un sacchetto, rinominato “Stella Trashion”, prodotto con materiali riciclati e riciclabili, in cui i volontari potranno porre i rifiuti raccolti che verranno poi in parte riutilizzati per la produzione di articoli della collezione di Stella McCartney per Adidas. Il progetto è molto importante poiché cerca di limitare l’enorme problema di inquinamento degli oceani e il conseguente danneggiamento dell’inestimabile patrimonio di flora e fauna in essi contenuto. L’evento non si limita solamente al Regno Unito e al fiume Tamigi ma si estende anche al altre città del mondo fra cui Milano, Parigi e New York.



courtesy of stellamccartney.com

Questo attivismo da parte dei grandi nomi della moda sottolinea come un cambiamento in positivo

sia possibile e necessario e come questo possa estendersi e coinvolgere tutti non solo attraverso

un consumo dei prodotti di moda più consapevole e responsabile, ma anche con gesti di rispetto e

salvaguardia dell’ambiente.


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