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Agents of Change: la campagna AI/19 di Stella McCartney


Stella McCartney, fin dal suo esordio nella moda sostenibile nel 2001, si è da sempre dedicata alla creazione di abiti di lusso facendo scelte consapevoli indirizzate verso uno stile ecosostenibile, da adottare non solo nel vestire ma anche nella vita.



Ed ecco che martedì 23 luglio 2019, la stilista britannica ha annunciato la collaborazione con alcuni membri del gruppo attivista Extintion Rebellion per la sua nuova campagna

autunno-inverno 2019, con l’obbiettivo di ricordare quanto l’azione sia determinante in un periodo di crisi climatica come quello che stiamo vivendo.




La campagna dal titolo “Agents of Change” figura alcune delle più importanti attiviste e modelle appassionate ambientaliste: tra le attiviste ci sono Jane Goodall, Deya Ward, Ruby Munslow e Tori Tsui, accompagnate dalle modelle Amber Valletta, Chu Wong, Trinity Hill e Chloe Pearson.




A girare la campagna nella meravigliosa costa gallese, dalle scogliere di Llangattock Quarry alle sabbie di Nash Point, è Johnny Dufort, i cui scatti vedono le modelle diventare un tutt’uno con la natura, ricordandoci la sua sconfinata bellezza ora più che mai da preservare.

La serie composta da cinque video “How To Save The World” affianca la campagna e vede protagoniste alcune modelle che procedono a dare consigli per rendere il mondo un posto migliore e iniziare a fare scelte di vita che non danneggino l’ambiente. Risuonano brevi ma incisivi statement quali “Make your voice heard”, “Ditch your coffee cup”, “Be kind”.






A settembre invece verrà divulgato un breve video in cui Jane Goodall leggerà dei versi dello scrittore americano Jonathan Safran Foer.

Venendo agli abiti, la campagna mostra alcuni indumenti realizzati con materiali riciclati o di scarto, tessuti in cotone organico e cotone riciclato, viscosa sostenibile, poliestere riciclato, ECONYL®, il nylon rigenerato, alpaca tracciabile, e prodotti usati tra cui borse e vestiti.


La collezione sarà disponibile a partire da settembre.


words Ludovica Mucci


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