"Pitti Uomo 2020: la moda tra eventi e locations da sogno"

Pitti Uomo si è conclusa il 13 giugno scorso ed è stata anche quest’anno un successo acclamato. Nata come una fiera, si sta trasformando in una mini fashion week. Certo il prodotto, certo il savoir fair, ma ciò che catalizza veramente l’attenzione sono gli eventi e il landscape cittadino di Firenze, che li incornicia in maniera sublime.

Nell’epoca di Instagram e degli influencers, il marketing muove i fili di qualsiasi cosa, e lo storytelling è l’arma vincente per posizionare i prodotti sul mercato. Non più abiti, ma esperienze.


Nonostante la commercializzazione a cui Pitti è andato incontro nell’ultimo periodo, la fiera rimane comunque una perfetta piattaforma per la moda uomo. Non solo per i marchi acclamati e vecchi del mestiere, ma anche per i nuovi designer, che a Firenze trovano una vetrina importante e facilmente accessibile.

Sono proprio le nuove proposte che spesso incarnano la vera essenza della moda - quella di ispirare e lasciarsi ispirare dal mondo che la circonda - in contrasto con le regole del mercato che rendono schiavi i marchi tradizionali e avvelenano la creatività.


Marco de Vincenzo courtesy businessoffashion.com

Quest’anno lo stilista più atteso era Marco de Vincenzo, che oltre a celebrare i primi 10 anni del suo brand, ha scelto Pitti per presentare la sua prima collezione di menswear.

L’ispirazione nasce dalle linee classiche della moda uomo e si diverte a giocare con le proporzioni e i materiali. Suit dal taglio rilassato, tessuto gessato e t-shirt morbide. Jeans sproporzionati, con risvolti ampi e vita altissima, insieme a camicie dal taglio classico, ma rimboccate e ravvivate da colori pastello. Dettagli shiny e brillantinati, scarpe comode e giocose.


Marco de Vincenzo courtesy businessoffashion.com

MSGM courtesy businessoffashion.com

Anche MSGM by Massimo Giorgetti compie dieci anni, e lo fa portando in scena una collezione che racchiude in se il genio gioioso e sovversivo dello stilista, diluito in forme classiche e linee basic, tra sportswear e tailoring. Le stampe e i colori strizzano l’occhio al mercato dei Millenials, tra stampe tie-dye, papaveri e animalier in technicolor. E’ una collezione leggera ed estiva, senza pretese intellettualistiche. La moda è divertimento.

MSGM courtesy businessoffashion.com

Givenchy courtesy businessoffashion.com

La collezione uomo Givenchy ha sapientemente utilizzato gli stilemi dello sportswear accanto a quelli dell’alta sartoria maschile. Materiali tecnici e borsoni da palestra, insieme a parka in nylon e completi giacca e pantalone dal taglio piuttosto rilassato. Accanto a colori naturali, come il beige, il giallo pastello e il blu navy, non sono mancate le stampe.

Una nota a parte per gli accessori: foulard, catene e collane che ricordano in qualche modo l’estetica dark.


Givenchy courtesy businessoffashion.com

Salvatore Ferragamo courtesy businessoffashion.com

Un altro traguardo importante di questa Pitti 2020 è quello raggiunto da Paul Andrew, che ha presentato la sua prima collezione uomo come creative director per Salvatore Ferragamo. La location era perfetta: Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio come sfondo, un set minimal e spettacolare insieme.

Così come minimal è stata la collezione, ispirata al workwear: pantaloni cargo, canotte a costine e cinte in tessuto annodate in vita. Moltissima pelle e artigianalità. I colori, neutri all’inizio, hanno seguito una parabola crescente verso tonalità più esuberanti nel finale. La nota tech la si trova negli occhiali a mascherina con lente riflettente, che ricordano una visione del futuro datata.


Salvatore Ferragamo courtesy businessoffashion.com

Scritto da Giulia Greco


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